NOTIFICHE TELEMATICHE – BISOGNA NOTIFICARE ENTRO LE ORE 21.00

Corte di cassazione (ordinanza 21 marzo 2018, n. 7079)


la Corte di cassazione (ordinanza 21 marzo 2018, n. 7079) ricorda che la tecnologia non può diventare un aggravio, e quindi rimangono validi gli orari di apertura degli uffici per tutti gli adempimenti che fanno capo, appunto, ad uffici pubblici.
Il caso oggetto della pronuncia  riguardava una notifica, adempimento da effettuare entro una fissata  data e che poteva avvenire sia attraverso la invio cartacea, sia in via  telematica. Mentre per gli adempimenti cartacei vale il momento in cui l’atto è affidato all’ufficio postale (Corte costituzionale 447/2002), per le notifiche digitali  la Cassazione impone il rispetto degli orari posti dall’articolo 347 del codice del processo civile. Tale norma, (modificata dalle leggi 221 del 2012, 90 del 2014 e 179 del 2016), dispone che le notifiche possano avvenire solo tra le 7 e le 21 e che dopo le 21, le notifiche si intendono effettuate alle sette del giorno successivo.

Tutto questo perché (Cassazione 31209 / 2017) la notifica telematica avvenuta dopo le 21 è considerata equivalente  all’alternativo accesso fisico dell’ufficiale giudiziario nello stesso orario

Questo ragionamento riguarda le scadenze che devono passare per gli uffici pubblici, come ad esempio le notifiche; invece per l’adempimento delle obbligazioni (contratti, disdette, esercizio di opzioni) vale il diverso principio della completa utilizzabilità delle ventiquattr’ore.

Quindi,se una manifestazione di volontà può essere espressa in forma libera ed entro un certo termine, la comunicazione può avvenire entro la mezzanotte del giorno di scadenza, se, di contro,  si necessita di effettuare un adempimento che si inserisce in un procedimento, se si deve passare per uffici pubblici, se è indispensabile una raccomandata postale, occorre tener conto degli interessi delle altre parti coinvolte e quindi bisogna rispettare gli “orari di ufficio”; la partecipazione ad una procedura di gara, in conseguenza, deve rispettare gli orari di ufficio previsti dal bando, ed in particolare l’ultimo secondo dell’orario prefissato (Consiglio di Stato 1745/2018, Sole del 22 marzo 2018). Chi supera l’orario di ufficio, può quindi sperare solo sulla (rarissima) remissione in termini,

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