il fumatore incallito, che muore in conseguenza di una neoplasia polmonare, non può ottenere il risarcimento

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 10 maggio 2018 n. 11272


 

Una sentenza, quella in commento, che farà molto discutere…infatti per la Corte di cassazione, ha stabilito che il soggetto che si ammala di tumore, in conseguenza  di un vizio (nel caso di specie del “Fumo di sigaretta”), non può poi pretendere un risarcimento del danno;

richiesta che, nel caso di specie, un cittadino  aveva indirizzato al ministero della Salute (per non aver impedito la vendita del prodotto nocivo) nonché alla ditta produttrice Philip Morris (per aver messo in commercio prodotti pericolosi per la salute).

A fondamento della sentenza,  una vicenda in cui un soggetto, noto fumatore, aveva contratto una grave forma di tumore e avendo ritenuto, che tra la malattia e il fumo, ci fosse un nesso di causalità aveva chiesto un risarcimento monetario.

I Giudici di Piazza Cavour,  tuttavia, hanno ritenuto che sin dagli anni ’70 è stata fatta una campagna di sensibilizzazione sui danni che può provocare il fumo motivo per il quale,   ricorrere a due o più pacchetti al giorno di sigarette, per la dipendenza creata, non è un elemento imputabile a chi produce, ma esclusivamente a chi consuma che ha piena consapevolezza di quello che sta facendo.

Nella sentenza, discutibilissima sentenza, si legge che anche a voler configurare una responsabilità ex articoli 2043 o 2050 Cc in capo al produttore, si perverrebbe ugualmente a escludere il nesso di causalità, in applicazione del principio della causa prossima di rilievo, costituito nella fattispecie da un atto di volizione libero, consapevole e autonomo, di soggetto dotato di capacità di agire, quale scelta di fumare nonostante la notoria nocività del fumo.

Conclude la S.C. Che non può essere accettabile, neanche la tesi sostenuta dal ricorrente, che la nicotina contenuta nelle sigarette, annulli la capacità di autodeterminazione del soggetto, costringendolo a fumare senza possibilità di smettere dai due ai quattro pacchetti al giorno…

Previous Gli investimenti rischiosi, operati dal cliente, impongono alla Banca una puntuale e adeguata informativa
Next MEDIAZIONE CIVILE - IL TERMINE DI 15 GIORNI CONCESSO DAL GIUDICE NON E' DA CONSIDERARSI PERENTORIO

You might also like