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se il cane uccide, il padrone è colpevole di omicidio colposo - Corte di Cassazione Penale

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cane-aggressivo

Corte di Cassazione Penale, sentenza n. 48429/2011

Secondo la Cassazione, se un cane uccide, il padrone è da ritenersi responsabile di omicidio. La corte lo ha stabilito con la convalida di una condanna per duplice omicidio colposo (che secondo il codice penale prevede una pena fino a 12 anni) di un 40enne pugliese, G. M., colpevole di non avere custodito i suoi due pitbull che, il 15 aprile 2002, aggredirono nella campagna di San Pietro Vernotico due uomini provocandone la morte.

La Quarta sezione penale (sentenza 48429) ha dichiarato inammissibile il ricorso di G. M. e, convalidando la condanna per duplice omicidio colposo, ha fatto notare che «non può essere messo in discussione che la morte dei due uomini è riconducibile ai due cani di proprietà del ricorrente».

Lo dimostrano «la presenza sul corpo delle vittime di plurime lesioni da morsi di cane in punti vitali e le concordi testimonianze delle persone, compresi i carabinieri intervenuti sul posto, che hanno assistito alla parte finale dell'aggressione, quando gli animali stavano ancora infierendo» sui due malcapitati.
 

Inoltre, osserva ancora la Suprema Corte, è stato considerato «l'atteggiamento palesemente aggressivo tenuto dai cani quando, rifugiatisi nell'abitazione dell'imputato, dopo il fatto, manifestarono palese aggressività anche nei confronti di chiunque tentasse di avvicinarsi a loro, compreso il padrone».

Insommma, conclude la Cassazione, che è stata «accertata la colpa» di G.M. «per la mancata adozione delle cautele e sussistente il rapporto di causalità tra la sua condotta e l'evento verificatosi». Quanto al presunto tentativo di furto da parte di ignoti, la Suprema Corte si limita a rilevare che il proprietario dei cani, presentatosi dai carabinieri per denunciare la scomparsa dei cani, «non aveva fatto alcun cenno» del fatto.

 

 

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