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Fisco, gli avvisi bonari possono essere impugnati dal contribuente

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Corte di cassazione - Sentenza 11 maggio 2012 n. 7344

La Corte di cassazione, con la sentenza dell'11 maggio 2012 n. 7344, ha stabilito che gli avvisi bonari dell'Agenzia delle Entrate possono essere impugnati dal contribuente in quanto rappresentano "una pretesa impositiva compiuta", sovvertendo, cos' facendo,  la posizione tenuta fino ad oggi dal Fisco, in base alla quale,  si trattava solamente di comunicazioni ex articolo 36-bis, comma 3 del Dpr 600/73, rappresentanti una volontà ancora in via di definizione; per i Giudici di Piazza Cavour, di contro, l’articolo 19 del Dlgs 546 del 1992 estende il novero degli atti impugnabili, facendovi rientrare, oltre a quelli indicati tassativamente dalla norma, anche tutti “contenenti una compiuta e definita pretesa tributaria”.

Si apre così la strada al ricorso contro tutti gli atti dell'ente impositore che, con l'esplicazione delle concrete ragioni (fattuali e giuridiche) che li sorreggono, portino comunque a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, "senza necessità di attendere che la stessa, ove non sia raggiunto lo scopo dello spontaneo adempimento, si vesta della forma autoritativa propria di uno degli atti dichiarati espressamente impugnabili dall'articolo 19 atteso l'indubbio sorgere in capo al contribuente destinatario, già al momento della ricezione di quella notizia, dell'interesse a chiarire, con pronuncia idonea ad acquistare effetti non più modificabili, la sua posizione...stabilendo inoltre  la “ricorribilità di provvedimenti davanti al giudice tributario ogni qual volta vi sia un collegamento tra atti dell'amministrazione e rapporto tributario, nel senso che tali provvedimenti devono essere idonei ad incidere sul rapporto tributario”.

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MEDIAZIONE OBBLIGATORIA : la parte soccombente in giudizio può essere condannata a rimborsare al vincitore le spese di mediazione - Tribunale di Modena

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Trib. Modena, Sezione II, Sentenza  9 marzo 2012

In considerazione del principio di causalità le spese anticipate  per l'obbligatoria mediazione sono recuperabili dal vincitore, in quanto debbono considerarsi a tutti gli effetti,  esborsi monetari.
Quindi il convenuto deve essere condannato, anche  all'integrale  rimborso della somma sostenuta per espletamento della mediazione.
Nel caso in oggetto, si trattava di controversia in materia di locazione, nel passaggio della causa dalla fase procedimentale a quella processuale in seguito a mutamento del rito, è stato regolarmente esperito il procedimento di mediazione, cui entrambe le parti hanno aderito, per quanto non sia stato raggiunto un accordo conciliativo.
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Tutte le "piccole" ipoteche sono illegittime. A cura dell'Avv. Matteo Sances

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equitaliaTutte le "piccole" ipoteche sono illegittime. A cura dell'Avv. Matteo Sances

Tutte le ipoteche iscritte da Equitalia per debiti inferiori a euro 8.000 sono illegittime.

Ciò è quanto sancito nei giorni scorsi dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n.5771 del 12/04/2012), le quali hanno chiarito che anche le “mini” ipoteche iscritte precedentemente il decreto legge n.40/2010 (provvedimento che aveva previsto il tetto minimo dei debiti a euro 8.000) sono illegittime.

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L'Autostrada non è tenuta a risarcire i danni provocati da cani abbandonati sulla strada -Cass. Civ. sent. n.7037/12

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Corte di cassazione - Sezione III civile - Sentenza 9 maggio 2012 n. 7037

La Corte di Cassazione, con una sentenza molto discutibile, (Sentenza n. 7037/2012 dek 9 Maggio 2012), nel rammentare che la proprietaria del tratto stradale non è tenuta ad una viglanza H 24, ha stabilito che Autostrade Spa non deve essere riconosciuta  responsabile per l’incidente causato da cani presenti lungo la strada.

Nel motivare la pronuncia gli "Ermellini" hanno asserito che la presenza di cani in una autostrada non può certamente essere prevedibile, perchè potrebbero essere stati abbandonati in qualsiasi momento, indi per cui ricorso presentato da una donna che era finita con l'auto contro il guard rail per evitare due cani sbucati  all'improvviso, veniva respinto dalla terza sezione della Corte di Cassazione.

L'automobilista chiedeva i danni alla società Autostrade, contestando, tra le altre cose, la mancata manutenzione della recinzione della sede stradale.

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Il medico-chirurgo risponde anche della fase post-operatoria - Corte di casssazione penale - Sent. 9 maggio 2012 n. 17222

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Corte di casssazione - Sezione V penale - Sentenza 9 maggio 2012 n. 17222

La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 17222/12 ha ribadito che la posizione di garanzia del capo di una equipe chirurgica non è limitata all’ambito strettamente operatorio, ma si estende necessariamente anche al contesto postoperatorio.

La Suprema Corte ha respinto  il ricorso di un chirurgo già condannato per omicidio colposo a seguito della morte di un neonato operato, con un solo giorno di vita, per l’esecuzione di ileostomia, senza averne disposto il ricovero in una unità di terapia intensiva, né aver dato indicazioni  per un adeguato monitoraggio dei parametri vitali, con la conseguenza che non era stata diagnosticata tempestivamente una emorragia fatale.

 

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